Sola nell’ombra a guardare la finestra
Quella finestra scura e chiusa
Serrata dietro le pareti dell’anima.
Mi confonde.
Un pensiero gira come una trottola impazzita
Mentre spruzzi di colore fosforescente
Cadono dalla punta del perno.
Chiusa! Serrata!
Non esiste chiave ad aprire quella serratura,
non esiste materiale.
Nessun trapano potrà aprire quella finestra chiusa.
Aldilà forse il nulla,
un nulla denso di significato,
un nulla fatto di parole e musica,
un nulla fatto di microcellule celebrali
disordinate e assenti.
Ma qui, ora, seduta su questo dondolo,
ci sono io
oscillo tra la mia saggezza e la mia emotività.
Mi lascio cullare
Fintamente stanca di porte chiuse.
Quando ho scoperto il mio dono
Avevo solo tre anni:
vedevo la luce!
La luce degli uomini,
vedevo i visi splendere,
vedevo l’alma sottile ricoprirli.
Leggevo nell’interiorità.
Ma a cosa è servito
Questo parlare forbito
Questo intuire
Questo sentire
Cum patos?
Aprire gli occhi,
ho sempre solo voluto
aprire gli occhi!
Ma se chi mi sta di fronte preferisce la cecità,
che diritto ho io di fargli aprire gli occhi?
Perché parlare con il cuore in mano
Se poi in un lampo
Lo si stringe?
Perché quel fremito
Allontana
Invece di avvicinare?
Pensa se puoi…
Pensa e taci!
Laura
